A Collecchio edizione 2017 de “Formaggio e compagnia”

Cucinato da Barbara
Per il prossimo fine settimana vi suggerisco una visita a Collecchio in provincia di Parma.

Oltre a visitare il Museo del Pomodoro e passeggiare nel Parco regionale dei Boschi di Carrega, vi propongo per i prossimi sabato primo e domenica due aprile, una visita all’edizione 2017 de “Formaggio e compagnia”, l’annuale fiera che offre la possibilità di divertirsi e degustare pregiati Parmigiano Reggiano, con la possibilità di fare acquisti da portare poi a casa!


La Fiera, che avrà luogo nel Quartiere Il Viale - Viale Giuseppe Saragat, 12 e Viale Sandro Pertini, 31 – a Collecchio (PR), si svolgerà nei giorni di sabato primo e domenica due aprile, con orario dalle 10 alle 22.

I produttori presenti, non solo del territorio, ma anche nazionali e di prodotti tipici, non hanno rinunciato anche quest’anno a far bella mostra delle proprie prelibatezze.

Caseificio Gennari

La manifestazione, organizzata dal Comune di Collecchio in collaborazione con il "Caseificio Gennari" di Collecchio, da la possibilità di divertirsi ed imparare, assaggiando formaggi in abbinamento a miele o marmellate, o golose mostarde ed al prezioso aceto balsamico, mettendo in bella mostra tutti i migliori prodotti della nostra gastronomia nazionale, che potremo poi acquistare e portare a casa.



Ma la vera novità di quest’anno è dovuta dei food truck o chiosco-furgone, praticamente dei camioncini itineranti forniti di una cucina attrezzata che propone pasti di qualità e che troveranno spazio vicino alla tensostruttura attrezzata.



Tutti i piatti che avrete la possibilità di degustare sono stati creati in occasione della fiera, grazie alla collaborazione con il Caseificio Gennari. Volete un’anteprima di ciò che vi aspetta, così da… stuzzicare la curiosità e l’appetito?

La Farm Burger propone un panino realizzato con pane con lievito madre, hamburger di manzo limousine, pancetta stagionata arrotolata, insalata gentile e Salsa al Parmigiano Reggiano del Caseificio Gennari.


Il food truck “Il Cannolo” propone un cannolo siciliano con ricotta di pecora fresca, granella di pistacchio di Bronte, scorza di arancia candita di Ribera o cioccolato di Modica e il Sushita realizzerà il Pistamaki, preparato con riiso, alga nori, salmone, formaggio morbido spalmabile, granella di pistacchio, salsa teryaki.


Questa è solo un'anteprima, i food truck che partecipano sono ben più numerosi, ci sono ad esempio La Tusca, la Polpetteria, la Cool Gelateria (mai assaggiato il gelato salato al Parmigiano?), Pappas ed altri ancora.

Se ancora non sono riuscita a convincervi date un’occhiata al comunicato ufficiale del Comune di Collecchio o ai resoconti giornalistici delle passate edizioni sulla Gazzetta di Parma o sul sito Parma Daily, è una visita di cui sicuramente non vi pentirete!

Fiori di prosciutto crudo e robiola Prosciutto and robiola flowers

Cucinato da Barbara
Un secondo piatto o un antipasto, veloci da preparare e che soddisfano il gusto e la vista!

English version below


Per dodici fettine di prosciutto crudo dolce ho utilizzato anche:
180g di robiola
Basilico
Olio extravergine d’oliva
Sale e pepe

Passate al frullatore la robiola con il sale, abbondante basilico ed una cucchiaiata di olio: otterrete una crema morbida e molto profumata. Avvolgete su se stesse le fettine di prosciutto, formando dei boccioli che riempirete con la crema alla robiola e basilico, messa in una tasca da pasticceria con una grossa bocchetta o, più semplicemente, con un cucchiaino.

Servite accompagnando da una fresca insalata e irrorando con un filo d’olio a crudo ed una macinata di pepe.

Prosciutto and robiola flowers
Here’s what you’ll need to make these charming, delicious little prosciutto bites (makes 12):
12 slices of sweet prosciutto crudo (like Parma or San Daniele)
180g (6.3 oz) Robiola cheese
Fresh basil (a good generous handful)
Extra virgin olive oil
Salt and freshly ground black pepper, to taste

In a food processor or blender, combine the Robiola cheese with a pinch of salt, plenty of fresh basil, and a tablespoon of extra virgin olive oil. Blend until you get a soft, vibrant, and beautifully aromatic cream.

Gently roll each slice of prosciutto onto itself to form a little rosebud/flower shape.

Spoon the basil-Robiola cream into a piping bag fitted with a large tip (or simply use a small spoon) and pipe the filling into the center of each prosciutto flower.

Arrange the flowers on a serving plate alongside a crisp, fresh salad. Finish with a drizzle of extra virgin olive oil and a fresh grind of black pepper over the top.

And that’s it — time to dig in!

Pesto di cime di rapa Broccoli rabe pesto

Cucinato da Barbara

Questa estate ho comprato un pesto pronto a base di cime di rapa e siccome ci è piaciuto molto 😊 ho conservato la lista degli ingredienti ed ora che le cime di rape sono al top del sapore ho provato a replicare!

English version below


Per realizzare in pesto di cime di rape ho utilizzato:
350g di cime di rapa pulite 
80g di formaggio di pecora stagionato e saporito (la ricetta prevedeva canestrato pugliese, ma non l'ho trovato!)
100g di mandorle
2 filetti di acciughe sott'olio
1 spicchio di aglio rosa di Sulmona
1 peperoncino secco privato dei semi
Olio extravergine d'oliva qb


Per iniziare ho tostato leggermente in forno le mandorle.

Ho poi sbollentato le cime di rapa per pochi minuti in acqua salata, le ho passate poi in una bacinella con acqua e ghiaccio per fissare il colore e le ho scolate.

Ho grattugiato il formaggio di capra ed ho messo tutti gli ingredienti nel mixer, tritando grossolanamente.

Con questa quantità si possono condire 400-500g di orecchiette fresche, ma è adatto a qualsiasi formato di pasta.

Pronti in tavola!

Broccoli rabe pesto 
Over the summer, I bought a jar of ready-made broccoli rabe pesto and we loved it so much 😊 that I kept the ingredients list! Now that broccoli rabe is in peak season and packed with flavor, I decided to recreate it at home!

Ingredients
350g (12 oz) broccoli rabe (cime di rapa), trimmed and cleaned
80g (about 1 cup) aged, flavorful sheep's milk cheese (the original label called for Canestrato Pugliese, but I used aged pecorino!)
100g (¾ cup) almonds
2 anchovy fillets in oil
1 garlic clove (preferably pink garlic, like Aglio Rosa di Sulmona)
1 dried chili pepper, deseeded
Extra virgin olive oil, as needed
Salt, for boiling

Lightly toast the almonds in the oven until fragrant and barely golden.

Blanch the trimmed broccoli rabe in a pot of boiling salted water for just a few minutes. Immediately transfer to a bowl of ice water to lock in that brilliant green color, then drain and squeeze dry.

Finely grate the aged sheep’s milk cheese.

Add all ingredients into a food processor or blender and pulse into a thick, coarse pesto, pouring in extra virgin olive oil as needed to reach a rich, creamy consistency.

This batch makes enough to coat 400–500g (1 lb) of fresh orecchiette, though it’s fantastic with just about any pasta shape!

And that’s it — time to dig in!

Bord Bia presenta: il manzo e l'agnello irlandese

Cucinato da Barbara
Ho avuto occasione di partecipare ad un evento esclusivo informativo e conviviale, grazie al quale ho imparato a conoscere la pregiata carne di manzo irlandese di Good Herdsmen, azienda nata nel 1989 e parte di ABP Food Group  che, con i suoi capi, è il più grande produttore di carne bovina biologica e di agnello irlandese, prodotti d’eccellenza organica di una magnifica realtà.


Tutto è iniziato lunedì 30 gennaio, quando Bord Bia – IrishFood Board ha accolto l’ottavo membro italiano nell'esclusivo Chefs’ Irish Beef Club club internazionale che riunisce alcuni degli chef leader in Europa nella preparazione della carne bovina irlandese. Alberto Canton, proprietario del ristorante Bocon Divino situato a Camposampiero in provincia di Padova, è pronto ad offrire ingredienti di qualità ai suoi ospiti, in particolare carni di eccellente qualità.

Nicolas Ranninger, Director Italy Bord Bia, accoglie Alberto Canton nello Chefs' Irish Beef Club
Nel corso della serata, dopo un aperitivo accompagnato da sfiziosità, abbiamo avuto modo di gustare una tartare di manzo irlandese biologico con riduzione di whiskey e uovo marinato con porro fritto, a seguire due primi piatti: un risotto al radicchio di Treviso all’Amarone mantecato al taleggio ed un favoloso cappellaccio farcito di agnello irlandese biologico, al profumo di timo.

Agnello biologico irlandese intrecciato alla griglia
Abbiamo poi assaggiato un filetto di agnello irlandese biologico intrecciato alla griglia (era la prima volta che vedevo un piatto presentato in questa modalità!) ed una tagliata di tronchetto scalzato di manzo Irlandese al rosmarino, per finire con un tiramisù scomposto del Bocondivino, il tutto innaffiato da una selezione di Vini d’eccellenza. 


Il giorno successivo ci siamo trovati nella sede di Electrolux Professional di Pordenone, dove insieme ai partners dell'evento Cattel Catering, Abp Ireland, Good Herdsmen Organic Meats, abbiamo conosciuto Bord Bia Irish Food Board, l'ente governativo per lo sviluppo e la promozione dei prodotto alimentari, delle bevande e dell'orticoltura irlandese e, con la presenza di Giorgio Pellegrini Presidente dell'Associazione Macellai di Milano e Provincia e Consigliere Federcarni, ci è stata presentata la produzione biologica di bovino e agnello irlandese.

Quando penso all'Irlanda l'associo immediatamente a immense distese di erba verde ed al celeberrimo quadrifoglio ed è grazie alla salubrità di questi pascoli che la punta di diamante dei prodotti irlandesi, il pregiato manzo biologico irlandese, ha potuto prosperare nel corso dei secoli: per capire quanto le mandrie dei bovini rientrino ormai nel DNA stesso dell'Irlanda, basti pensare che una delle più famose poesie di Padraic Colum poeta, romanziere, drammaturgo e biografo irlandese è "Il Mandriano" ("A Drover"),  che descrive i pensieri di un giovane che guidava una mandria di bestiame da un capo all'altro dell'Irlanda. 


Bord Bia ha promosso il programma di Qualità Assicurata per la carne bovina e l'agnello (BLQAS), grazie al quale i consumatori possono essere sicuri che sulle loro tavole arriverà solo la migliore carne bovina, proveniente da animali allevati tradizionalmente e tutelati secondo gli standard attualmente in vigore, praticamente un ulteriore impegno degli allevatori e dei trasformatori verso l'eccellenza. 

IL BLQAS copre tutti gli aspetti della produzione i carne bovina: dalla gestione degli animali al loro benessere in azienda, alla sicurezza alimentare (HACCP), il benessere del trasporto e la rintracciabilità del prodotto nei macelli, in sale di taglio e impianti di produzione e trasformazione e si affianca alla già rigorosa attività di controllo svolta dal Dipartimento irlandese delle politiche agrarie alimentari e marine.


Ma Bord Bia è andato più in là, si è preoccupato di quello che sarà il paesaggio che erediteranno le future generazioni ed ha sviluppato un modello di calcolo dell'impronta di carbonio specifico per gli allevamenti di bovini in Irlanda, in uso dal 2011 nelle 70.000 aziende agricole aderenti al BLQAS, il primo programma di tutela ambientale nazionale AL MONDO ad includere un calcolo dell'impronta di carbonio.

Rispetto dell'ambiente, rispetto degli animali, rispetto dei consumatori sono alla base della filosofia degli allevamenti organici di manzo e bovino irlandese. Certo è che la salubrità di questi animali, che si cibano esclusivamente di erba, oltre ad offrire al palato un'esperienza sensoriale molto gradevole, conferisce al prodotto delle caratteristiche uniche: livelli più elevati di vitamina A e carotene, un più alto tasso di acidi grassi omega 3 e di CLA (collegato, stando ad un numero crescente di studi scientifici, ad un abbassamento del colesterolo e un minore rischio di contrarre gravi patologie).

L’Irlanda è il luogo “dove la natura è lavata tutti i giorni”, ci racconta John Purcell, Direttore Generale di Good Herdsmen, che produce la carne di manzo irlandese ed ha trasformato i suoi allevamenti, rendendoli  biologici.

E' infatti un paese con precipitazioni abbondanti di cui si deve ringraziare l'influenza mitigante della corrente del Golfo, che porta acque calde al Nord Europa e che permette ai verdi pascoli alla base dell'agricoltura irlandese di continuare ad allevare e produrre con sistemi tradizionali, senza alcun intervento moderno. Ma non basterebbe l'allevamento al pascolo con sola erba per rendere così salutari queste carni. E infatti sono salubri anche grazie alla scarsa attività industriale presente in Irlanda, che fa si che i prodotti che giungono sulle nostre tavole siano privi di contaminanti da metalli pesanti.

La frollatura della carne bovina irlandese avviene poi con antiche tecniche locali, ci spiega Niall Smith Export Manager Italy della ABP Food Group, lasciata appesa "a maturare" in atmosfera controllata e raffreddata molto lentamente (un raffreddamento rapido provocherebbe l'indurimento della carne) dalla due alle quattro settimane, fino a raggiungere gli 8°C.

Sapete qual'è il piatto pasquale preferito in Irlanda? L'agnello! Un agnello che pascola all'aperto per dodici mesi, a cui non viene somministrato ALCUN alimento integrativo e che si ciba al 100 per cento di latte materno e di erba. Un agnello che resta tenero e succoso e che non diminuisce di volume in cottura, un agnello gustoso e delicato e ancora una volta, un alimento che oltre ad essere buono è anche molto sano.


Altra garanzia di qualità è l'iniziativa denominata Origin Green, in virtù della quale le aziende irlandesi addette alla trasformazione delle carni si sono volontariamente impegnate ad attuare programmi di sviluppo della sostenibilità. Le stesse seguono gli articolati della "Carta della Sostenibilità" che delinea obiettivi a breve, medio e lungo termine come fasi di una serie completa di misure di sostenibilità. La conformità è verificata mediante controlli effettuati da organismi indipendenti.

I tagli confezionati delle carni bovine irlandesi e dell'agnello irlandese
Una volta provata questa meravigliosa carne non la si abbandona più! In Friuli Venezia Giulia potrete gustare Irish Beef, ma purtroppo per il momento non ancora organic, alla Trattoria Spetic e nel Ristorante Alla Fonda di Trieste, nel Ristorante Locanda Da Mario e nella Trattoria Sociale di San Dorligo della Valle (TS), mentre potrete acquistarla nei supermercati Coop del Centro Commerciale Torri d’Europa in via Italo Svevo 14/16 a Trieste e nel Centro Commerciale Montedoro in via Flavia di Stramare 119 a Muggia.

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Best in town: Il nuovo Eataly Trieste

Cucinato da Barbara
Apre a Trieste il 34esimo Eataly, il primo store della catena in Friuli Venezia Giulia, il più a est d'Italia, dedicato ai venti  e non potrebbe essere diversamente nella città conosciuta nel mondo anche per essere  spazzata dalla Bora, ma senza farsi mancare Libeccio, Grecale o Maestrale, città che è anche un punto d'approdo di tante diverse culture.


A presentarcela troviamo Antonio De Paolo responsabile del progetto Eataly Trieste: "Splendida questa Eataly affacciata sul mare, resa utilizzabile grazie al recupero della Fondazione CRT Trieste all'interno dell'Antico Magazzino Vini, un edificio storico che si affaccia sul Porto della città. Eataly, un grande mercato dove si possono trovare i prodotti dell'eccellenza italiana, eccellenza regionale e dei territori limitrofi, essendo questo Eataly un po' transfontaliero, con territori molto vicini come Austria, Slovenia, Croazia, che rappresentano l'appendice della Città."


Dalla viva voce del Presidente Esecutivo Andrea Guerra: "Si è lavorato giorno e notte per essere pronti ad aprire Eataly Trieste come se fosse un giorno normale. Cos'è Eataly? Quando si descrive questa fantastica realtà, spesso non si trovano le parole funzionali, formali e corrette, ma si racconta delle emozioni, delle esperienze. Imparare, mangiare, comprare: queste sono le azioni che si possono fare con tranquillità e serenità e cercando di capire che tutto quello che si cerca di fare è mettere a disposizione un pezzo della cultura italiana, non con l'esaltazione della cucina, ma con l'esaltazione degli ingredienti, per l'autorevolezza del cibo della nostra cultura italiana. Troverete sempre davanti ai nostri banchi e ai nostri scaffali un racconto, il racconto del fornitore, il racconto del territorio, il racconto del terreno da cui provengono le cose. 3000mq a disposizione di questa parte d'Italia, la più ad est, per trovare un Eataly più vicino, occorre spingersi fino a Milano."

"La cosa più bella di Eataly Trieste è ovviamente Trieste" ci racconta l'Amministratore Delegato di Eataly Francesco Farinetti "Un grazie ad Antonio De Paolo, che ha fortemente voluto Eataly Trieste, stolkerando mio padre tre anni e mezzo fa. C'è voluto un po' di tempo ma siamo finalmente arrivati, in un momento importantissimo per la nostra Azienda, perché il 27 gennaio 2007 apriva il primo Eataly. E quindi dopo 10 anni essere qui, il nostro 34esimo Eataly, aprire a Trieste, per noi è motivo di orgoglio ed è una emozione che condividiamo con tutta la squadra cui vorrei fare un grande applauso perché ha lavorato per noi: l'ultimo Eataly è sempre il più bello, ma questo con Trieste è veramente stupendo."

Ma come è strutturato Eataly Trieste?


Al piano terra, come nella migliore delle tradizioni italiane, la Piazza è il luogo in cui le persone si incontrano: quella di Eataly Trieste è in effetti un punto di ritrovo importante, nel cuore del negozio. Sulla Piazza si affacciano la Caffetteria, la Gelateria, la Pasticceria e il Wine Bar Pane&Vino, che è la zona dell'aperitivo, aperitivo all'italiana, dove si possono trovare la focaccia, la pizza alla pala, che arriva direttamente dalla Panetteria e tutte le eccellenze dei salumi e dei formaggi, oltre alle eccellenze del vino. Dove all'ora di pranzo troviamo lo spazio dedicato alle insalate, dove poter comporre la propria insalata scegliendo ogni volta tutti gli ingredienti, niente di preparato o preconfezionato.

Quattro spazi adatti ad ogni momento della tua giornata: puoi gustare un buon piatto caldo, un gelato Agrimontana o semplicemente un caffè Illy, per una pausa veloce o un momento di relax in compagnia degli amici.


Al piano terra trovano posto anche la Panetteria, "l'eccellenza dell'eccellenza. In primis perchè abbiamo il forno a legna, primo forno a legna di Trieste che offre dieci qualità diverse di pane con farine macinate a pietra, la pizza alla pala tipica romana o la focaccia, lievito madre di 10 anni" e la pescheria.

"Eccoci al banco del pesce. Anche in pescheria abbiamo scelto i migliori, i migliori che trattavano il pesce, i primi che hanno portato la Gastronomia di mare dentro la pescheria, i primi che hanno portato la cucina di mare, dentro alla Pescheria. Come per tutto ciò che si trova a Eataly, abbiamo il prodotto fresco, che si può acquistare e portare a casa, o lo stesso pesce che vedete viene lavorato e messo poi in vendita oppure cucinato per poter essere gustato qui, nei nostri ristoranti. Abbiamo qui con noi la famiglia Amato, Livio, Cristina e Giada."


"Fondamentale dire una cosa di Eataly" interviene Francesco Farinetti "Eataly non vuole essere una catena. Noi abbiamo 34 Eataly e non è un format, nonostante sarebbe stato molto più facile metterla in piedi in questi dieci anni. Noi parliamo di cibo, cibo vuol dire territorio e ogni territorio è diverso e in Italia abbiamo la biodiversità più buona del mondo, quindi Eataly è come una famiglia con lo stesso cognome, gli stessi valori, ma ha una propria identità, il proprio carattere proprio come una famiglia ha le proprie radici. Qui a Trieste abbiamo la Barcaccia che ha chiuso la propria attività per aprire in Eataly".



Di fronte al bar Wine Bar Pane e Vino troviamo l'Osteria del Vento, con menù che variano giornalmente e dove si può gustare una pizza leggera, con 24 ore di lievitazione, con un panorama mozzafiato e il forno per la pizza che non ha eguali, visto che ha alle spalle la vetrata che affaccia sul mare di Trieste. In estate si possono utilizzare i tavolini all'esterno, mentre in inverno resta la piacevolezza del panorama senza eguali.




Sulla Piazza trovano spazio la Macelleria, la Rosticceria e il banco dedicato ai Salumi e Formaggi. Sono stati selezionati una griglia di prodotti locali, alcuni friulani altri triestini, ovviamente prodotti di eccellenza che sono tali anche per il tanto amore con cui i produttori ogni giorno li lavorano. C'è il famoso e fantastico prosciutto cotto in crosta di pane, che realizza appositamente per Eataly Sfreddo, solo ed esclusivamente con cosce di maiali nazionali, quasi tredici chili di prodotto di solo esclusivo gusto, non ci sono conservanti, non c'è glutammato.


La versatilità dei prodotti, soprattutto nostrani, fatti come una volta, fanno sì che ad esempio il Formaggio Latteria di Fagagna che viene venduto con un'etichetta che determina la sua stagionatura in sei mesi, in realtà abbia stagionato nei locali appositi anche otto mesi, prima di essere messo qui in vendita, con il massimo del gusto. I formaggi possono essere acquistati al banco, oppure al take away, in pratiche confezioni che vengono realizzate quotidianamente anche per i salumi. Viene utilizzata la tecnologia dell'atmosfera modificata: non è un conservante ma solo un antiossidante, vaschette con solo 7gg di scadenza, per dare la possibilità di avere il gusto dell'appena affettato per quei minimi giorni che il prodotto lo consente.

Nella Macelleria troviamo “La Granda”, un’associazione di allevatori nata nel 1996 che hanno dato vita ad un progetto di rilancio della razza bovina piemontese e a una rivalorizzazione del consumo di carne di qualità. Troviamo quindi la Fassona del Consorzio di Tutela della Razza Bovina Piemontese. E' il primo presidio di carne creato, che ha rilanciato a livello economico il terziario e che consente di pagare gli allevatori un 30% in più del libero mercato. Ci sono solo femmine e castrati con un rigido disciplinare di alimentazione dove sono scomparsi completamente silati, soia, integratori, vitamine e antibiotici. La razione è mais, orzo, crusca, fave, fieno. Ma sono stati selezionati anche altri tagli di carne, come il pollo ruspante con un minimo di 120gg di allevamento, le salsicce che vengono realizzate fresche tutti i giorni, il coniglio e altri tipi di carne, che, oltre ad essere venduti nel reparto, sono poi utilizzati dai ristoranti di Eataly o possono essere acquistati già cucinati, nelle ricette più tipiche del Friuli Venezia Giulia e degustati a casa propria.


Al piano terreno c'è anche il mercato del fresco, con tutta la frutta e la verdura presente in Regione, ma ovviamente anche con la tipicità tutta italiana, che spazia in questo periodo dai Bergamotti di Reggio Calabria, alle Arance di Ribera, dal Mandarino di Ciaculli o la Rosa di Gorizia.

Al primo piano c'è quanto serve per rifornire la Dispensa, con una caratteristica particolare. Non c'è il carrello da riempire, una lista della spesa da spuntare, ma un viaggio in cui si possono conoscere fornitori di tutta Italia, con un 20-25% di produttori locali, guidati da Slow Food, con prodotti di eccellenza e con un percorso che va dalle Alpi alla Sicilia, alle Isole. La cosa bella di Eataly è che su ogni prodotto, su ogni scaffale, c'è il racconto della sua storia. Si è cercato di valorizzare quelli che sono i prodotti di questa terra, ma anche quella dei territori limitrofi extra italiani con grande armonia e cercando di far si che si trovi ogni volta una storia, qualcosa di provare, di nuovo e diverso, oltreché buono.


Infine si scende, e a raccontarci l'Enoteca il grande esperto di vini di Eataly Andrea Cantamessa, che ha supportato la squadra di apertura. "Abbiamo cercato di non avere confini, perché la piacevolezza del vino è proprio quella della convivialità. E quindi siamo venuti in questo territorio meraviglioso cercando di "tirare fuori" il più possibile, dando grande risalto ovviamente allo spazio dei localismi, quindi dei vini del territorio, che vanno dal Carso ai Colli Orientali del Friuli, ma a scendere anche verso l'Istria e quindi abbiamo cercato di viaggiare su questo confine immaginario, dando poi spazio agli italiani, sia bianchi che rossi e poi un angolo dedicato alle bollicine, che sono un patrimonio nazionale importante, diventando sempre di più un punto di incontro di tutti i produttori, dall'Etna per arrivare fino alla Valle d'Aosta. Ovviamente non potevano mancare gli Orange Wine, con un'enoteca che spazia dal vino sfuso a 2,50 euro al litro fino alle grandissime riserve di Barolo e quindi come ci piace dire un'Enoteca democratica, per tutti. La zona enoteca è stata divisa in due parti: una sala per i bianchi e le bollicine, altra sala per i rossi con l'aula didattica dove verranno fatti i corsi. La didattica è settore molto importante per Eataly, che ha un programma molto ricco di corsi di cucina, pasticceria, incontri con i produttori e tutta una serie di laboratori che verranno fatti direttamente in negozio per far scoprire al pubblico cosa si prova a lavorare nei vari reparti. "

Eataly, benvenuta a Trieste!


Best in Town: The New Eataly Trieste

Eataly’s 34th store has officially opened its doors in Trieste! It marks the chain's very first location in Friuli-Venezia Giulia and its easternmost outpost in Italy. Fittingly dedicated to the winds, it’s a natural nod to a city world-famous for being swept by the fierce Bora—not to mention the Libeccio, Grecale, and Maestrale—and a historic crossroads where so many diverse cultures meet.

Guiding us through the grand opening is Antonio De Paolo, head of the Eataly Trieste project:

"This Eataly right on the seafront is absolutely stunning, brought to life thanks to the restoration of the historic Antico Magazzino Vini by the CRT Trieste Foundation right on the city's port. Eataly is a grand marketplace where you can find the very best of Italian culinary excellence alongside regional and neighboring specialties. Since this location sits right on the border, nearby regions like Austria, Slovenia, and Croatia naturally act as cultural and culinary extensions of the city itself."

Executive Chairman Andrea Guerra shared his excitement directly:

"We worked day and night to be ready to open Eataly Trieste as if it were just any ordinary day. What is Eataly? When describing this incredible world, formal or corporate words often fail—it’s really about emotions and experiences. Learn, eat, buy: these are the things you can do here at your own relaxed pace. Everything we do is designed to offer a piece of Italian culture—not by boasting about cuisine, but by celebrating the authentic quality of ingredients. In front of every counter and shelf, you’ll find a story: the story of the producer, the land, and the soil where it all began. Here, 3,000 square meters are dedicated to this corner of Italy; to find another Eataly, you'd have to go all the way to Milan!"

"The best thing about Eataly Trieste is, of course, Trieste itself," says Eataly CEO Francesco Farinetti.

"A huge thank you to Antonio De Paolo, who fought so hard for Eataly Trieste by essentially 'stalking' my father three and a half years ago! It took a little time, but we're finally here—and at a milestone moment for our company, as the very first Eataly opened ten years ago on January 27, 2007. Celebrating a decade by opening our 34th store here in Trieste is a source of huge pride. A big round of applause goes to the whole team: the newest Eataly is always the prettiest, but this one in Trieste is truly extraordinary."

How Eataly Trieste is Laid Out

The Ground Floor

In true Italian tradition, the Piazza is the heart of the store—a lively gathering place. Overlooking the square, you'll find:

  • The Cafe, Gelato Shop, and Bakery: Grab a quick espresso from Illy, enjoy a scoop of artisan Agrimontana gelato, or pick up fresh bread.

  • Wine Bar Pane&Vino: The ultimate spot for an authentic Italian aperitivo featuring focaccia, Roman-style pizza alla pala straight from the bakery, premium cured meats, artisan cheeses, and fine wines.

  • The Salad Bar: At lunch, build your own custom fresh salad from scratch with zero pre-packaged shortcut ingredients.

  • The Fishmonger & Bakery: Home to Trieste's very first wood-fired oven, baking ten varieties of sourdough bread made with stone-ground flour and a 10-year-old starter culture. The fish counter features fresh catches to take home or enjoy prepared on-site, brought to life in partnership with local seafood icons, the Amato family (Livio, Cristina, and Giada).

Francesco Farinetti adds:

"Eataly isn't meant to be a rigid chain. We have 34 stores, but it’s not a cookie-cutter formula—even though that would have been much easier to scale over the last ten years! We talk about food, which means celebrating local terroir. Italy boasts the best biodiversity in the world. Eataly is like a family: we share the same last name and values, but every location has its own distinct personality. Here in Trieste, local staple 'La Barcaccia' actually closed its standalone location to move right into Eataly!"

Directly opposite the Wine Bar sits the Osteria del Vento, boasting daily changing menus, light 24-hour slow-fermented pizzas, and breathtaking, unmatched views of the Gulf of Trieste through its floor-to-ceiling glass windows (with outdoor seating available during the summer!).

Rounding out the ground floor are the Butcher Shop, Rostisserie, and Cured Meats & Cheese Counters, loaded with local Friulian and Triestine specialties. Highlights include:

  • Sfreddo's Artisan Baked Ham: Made exclusively for Eataly in a bread crust using only domestic pork legs—nearly 13 kilos of pure flavor, completely free of preservatives or MSG.

  • Latteria di Fagagna Cheese: Aged locally for up to eight months for maximum depth of flavor.

  • "La Granda" Quality Beef: Featuring Piemontese Fassona beef raised under strict natural feeding standards (no silage, soy, or antibiotics), alongside free-range chicken, house-made fresh sausages, and traditional Friulian ready-to-eat dishes.

  • Fresh Produce Market: Stocked with regional produce alongside iconic Italian specialties like Reggio Calabria bergamots, Ribera oranges, Ciaculli mandarins, and the prized Rosa di Gorizia chicory.

The First Floor: The Pantry

Head upstairs to stock your pantry! Forget running down a mundane grocery list with a shopping cart—this level is designed as a culinary journey. Featuring a 20–25% selection of local producers curated alongside Slow Food, the shelves showcase exceptional artisanal products spanning from the Alps all the way down to Sicily, complete with background stories on every producer.

The Cellar: The Enoteca

Finally, step downstairs into the expansive wine cellar, introduced by Eataly wine expert Andrea Cantamessa:

"We wanted a wine cellar without borders because the true joy of wine lies in conviviality. We’ve highlighted local gems—from the Karst plateau to Colli Orientali del Friuli, extending into nearby Istria—alongside top Italian reds, whites, sparkling wines (from Etna to Aosta Valley), and trending Orange Wines. From everyday draft wine at €2.50 a liter to rare Barolo reserves, it’s a truly democratic wine shop for everyone."

The Enoteca also houses Eataly’s dedicated educational classroom, hosting a rich schedule of cooking classes, pastry workshops, producer meet-and-greets, and hands-on food labs.

Welcome to Trieste, Eataly!


La Porcina

Cucinato da Barbara
Da quanto sono venuta a Trieste ho imparato ad amare questo lesso, tipicamente servito in un panino con l'aggiunta di senape e rafano. Temevo che ci volesse un taglio di carne particolare per prepararlo, fino a che non ho sentito chiedere al mio macellaio un "taglio di carne per fare la porzina". Ho drizzato le orecchie ed ho scoperto che per realizzarla era necessaria la coppa. A quel punto l'ho comprata anch'io e mi sono fatta dare dal gentilissimo macellaio la ricetta per prepararla.

English version below


Per preparare a casa vostra questo ottimo lesso, vi occorreranno:
un pezzo di coppa di maiale di poco più di un chilogrammo
mezzo bicchiere di vino bianco
grani di pepe
2 spicchi di aglio pelati
alcune foglie di alloro
sale

Per accompagnare e servire: senape, kren (rafano), crauti.

Portare abbondante acqua salata ad ebollizione, aggiungere il vino bianco, i grani di pepe, l'aglio e l'alloro ed infine il pezzo di carne.

Cuocere a fuoco basso per un paio d'ore circa.

Togliere la carne dal suo brodo solo al momento di tagliare la porcina a fettine e servirla accompagnandola con kren grattugiato e senape, ottima nei panini.

Se poi vi trovate a fare un lesso, conservate il brodo ed utilizzatelo per cuocere la porcina, che a quel punto sarà ancor più buona!

Porcina (Triestine Boiled Pork Shoulder)
Ever since I moved to Trieste, I’ve fallen in love with this traditional boiled pork dish—typically served hot in a sandwich with a punchy dab of mustard and freshly grated horseradish. I used to think it required some super specific, hard-to-find cut of meat, until one day at the butcher shop I overheard someone asking for a "cut of meat to make porzina." I immediately perked up and discovered that all you really need is pork collar/shoulder (coppa)! I bought a piece right then and there, and the lovely butcher kindly gave me his recipe to make it at home.

Ingredients
1 kg (2.2 lbs) pork collar / shoulder roast (coppa)
½ glass of dry white wine
Whole black peppercorns
2 garlic cloves, peeled
Bay leaves (a few)
Salt
To serve: Mustard, freshly grated kren (horseradish) and sauerkraut (crauti)

Bring a large pot of salted water to a boil. Pour in the white wine, then toss in the peppercorns, garlic cloves, bay leaves, and finally the piece of pork.

Reduce the heat to low, cover, and let it simmer gently for about 2 hours.

Keep the pork resting in its flavorful cooking broth right up until you’re ready to slice it into warm, tender cuts.

Serve hot alongside plenty of freshly grated horseradish (kren) and mustard—it’s absolutely divine stuffed into crusty bread rolls!

Pro Tip: If you happen to be making a mixed boiled meat broth (lesso or bollito), save that rich broth and use it to cook your porzina next time—it makes it even more delicious!

And that’s it — time to dig in!

Tartellette autunnali

Cucinato da Barbara
Ancora il forum della Cucina Italiana, questa volta con una ricetta presentata da Porzia Losacco e da Maria Luisa Trapanotto, che ora potete leggere nel suo bel blog Uovazuccheroefarina

English version below


Per preparare queste tartellette autunnali vi occorreranno:
Pasta brisée: 1kg di farina 00, 500g di burro, 250g acqua fredda, sale
Farce: panna fresca 250g, zucchine cotte a vapore 170g, peperone rosso 150g, spinaci cotti e strizzati 120g, funghi trifolati 150g, 4 uova, parmigiano grattugiato, scalogno, olio, sale, pepe nero.

Preparare la pasta brisée con gli ingredienti indicati; lavorarla rapidamente poi avvolgerla in poca pellicola e porla in frigo a riposare per almeno 30'.

Prepare le farce:
* tagliare a pezzi la falda di peperone, che dovrà essere privata di semi e membrane interne quindi stufarla in un filo d'olio assieme allo scalogno e a poca acqua;
* frullare separatamente: le zucchine, gli spinaci, la falda di peperone ed i funghi, ognuno insieme a 50g di panna (salvo ai funghi, che andranno frullati con 100g di panna), un uovo intero, una cucchiaiata di parmigiano, sale, pepe; trasferire le farce in ciotole diverse e tenerle da parte

Tirate la pasta brisée in sfoglia di mm 3 di spessore. Ritagliare 48 ovali con i quali si rivestiranno completamente altrettanti stampini per tartellette, a bordo scanalato e antiaderenti (i miei erano a forma di foglia).

Distribuire in 12 stampini la farcia alle zucchine; in altri 12 quella agli spinaci; in un'altra dozzina quella al peperone e, negli ultimi 12 rimasti, quella ai funghi. Sistemare tutti gli stampini su una placca e passarli in forno a 190° per 12' circa.

A cottura avvenuta, sfornare, lasciare riposare una decina di minuti le tartellette, quindi sformarle con molta delicatezza perché sono friabili e si rompono facilmente, sistemarle su uno o più vassoi e servirle con una guarnizione a piacere.

Si gustano fredde. Si possono preparare anche con un giorno d'anticipo, ma vanno conservate in un luogo fresco, asciutto e ben aerato, fino al momento di servirle.

Pronti in tavola!

Autumn Tartlets
Here’s what you’ll need to make these savory little fall tartlets:
For the Shortcrust Pastry (Pasta Brisée): 1 kg (8 cups) all-purpose flour,  500g (2¼ cups / 4½ sticks) cold butter, cubed,  250ml (1 cup) ice-cold water, A pinch of salt

For the Fillings 250ml (1 cup) heavy cream, 170g (6 oz) steamed zucchini, 150g (5.3 oz) red bell pepper (cored and deseeded), 120g (4.2 oz) cooked spinach, squeezed well to remove excess water, 150g (5.3 oz) sautéed mushrooms (funghi trifolati), 4 eggs, Grated Parmigiano Reggiano, to taste, 1 shallot, minced, Olive oil, salt, and freshly ground black pepper

Make the pastry: quickly work the ingredients together until a smooth dough forms. Wrap it in plastic wrap and pop it in the fridge to chill for at least 30 minutes.

Prep the pepper: dice the bell pepper. Toss it into a pan with a drizzle of olive oil, the minced shallot, and a splash of water, then cook over low heat until soft.

Blend the fillings: puree each mixture separately in a food processor or blender:

Zucchini: blend with 50ml heavy cream, 1 egg, a tablespoon of Parmigiano, salt, and pepper.

Spinach: blend with 50ml heavy cream, 1 egg, a tablespoon of Parmigiano, salt, and pepper.

Red Pepper: blend with 50ml heavy cream, 1 egg, a tablespoon of Parmigiano, salt, and pepper.

Mushrooms: blend with 100ml heavy cream, 1 egg, a tablespoon of Parmigiano, salt, and pepper.

Transfer each puree to its own bowl and set aside.

Assemble: roll out the pastry dough to a thickness of about 3 mm (⅛ inch). Cut out 48 ovals and use them to line 48 non-stick, fluted tartlet molds (leaf-shaped molds look amazing here!).

Fill: divide the mixtures evenly: spoon the zucchini filling into 12 molds, spinach into 12, red pepper into 12, and mushroom into the final 12.

Bake: arrange all the tartlet molds on a baking sheet and bake at 190°C (375°F) for about 12 minutes.

Cool & Serve: remove from the oven and let them rest in the molds for about 10 minutes. Unmold them very carefully—they’re wonderfully crumbly and delicate! Arrange on serving platters with your favorite garnish.

These are best enjoyed cold. You can totally make them a day ahead—just keep them in a cool, dry, well-ventilated spot until serving time.

And that’s it — time to dig in!

Montalatte SM 9684 Severin

Cucinato da Barbara
Continua il progetto #loveseverin, grazie al quale ho avuto occasione di testare il bellissimo Montalatte SM 9684.

L'SM 9684 è un'unità ben progettata  che vanta alcune caratteristiche impressionanti e dovrebbe consentire anche al più fanatico degli amanti del caffè di preparare la schiuma perfetta. Utilizza anche un particolare tipo di sistema di riscaldamento che assicura al latte l’impossibilità di bruciarsi.

Misurando solo 15 centimetri per 15,2 per 21, l’SM 9684 ha un ingombro molto compatto ed è in grado di adattarsi anche al più affollato dei piani da cucina. Viene fornito con due testine facilmente intercambiabili che sono progettate per mescolare o montare il latte. Questo rende lo SM 9684 ideale per quelle occasioni in cui si desidera utilizzarlo per riscaldare solo il latte per realizzare ad esempio una cioccolata calda. Dispone inoltre di una sezione intorno alla parte posteriore del dispositivo, che può alloggiare le due testine, assicurandosi quindi di non perderle.

Incluso con l'unità c’è la tazza in acciaio inossidabile in cui viene preparato il latte ed un coperchio pratico che si installa sulla tazza per impedire che il latte possa fuoriuscire mentre la macchina è in funzione. La tazza in sé e il coperchio sono lavabili in lavastoviglie e rendono  la pulizia della macchina un gioco da ragazzi. Questa è una considerazione molto importante perché, dopo tutto, chi vuole usare una macchina per fare il caffè che si impiegherà molto tempo a pulire?

Come usare il cappuccinatore SM 9684
L'SM 9684 dispone di alcune opzioni in più rispetto a un cappuccinatore 'standard', dando più controllo sulla qualità della bevanda che vi aiuterà a produrre. Sul fronte del dispositivo c’è un grande pulsante da spingere che commuta il dispositivo. Avvolto intorno a questo pulsante c’è un quadrante da girare che permette di selezionare la temperatura del latte. Si va dalla preparazione del latte 'freddo' a 'caldo' e 60° C nel mezzo.

Preparare e montare il latte freddo è una caratteristica comune a vari cappuccinatori, ma la selezione del livello di temperatura non lo è.  L'ho particolarmente apprezzato perché alcuni cappuccinatori possono preparare il latte che è un po’ “troppo freddo” per i nostri gusti. Regolare quindi la temperatura vi permetterà di preparare la schiuma di latte perfetta per soddisfare le preferenze di ognuno.

Intorno al tasto principale si trova anche un indicatore luminoso. Questa luce insieme ad una serie di segnali acustici ti consente di sapere quello che la macchina sta facendo e quando ha preparato una schiuma perfetta per il tuo caffè.

Collegando l'unità si vede la spia accendersi e lampeggiare e viene emesso un Bip. Questo fa si che l'unità sia in modalità stand by e avvisa che è il cappuccinatore è pronto per iniziare a lavorare. Un robusto, rimovibile boccale in acciaio inox si inserisce nella parte superiore della macchina ed è dove si versa il latte per il riscaldamento. All'interno della tazza ci sono due tacche che sono gli indicatori di linea di riempimento e sono in rilievo. La prima linea segna 350ml ed è la linea di riempimento massimo per schiumare il latte. Una quantità eccessiva potrebbe causare una fuoriuscita del latte. La seconda linea di riempimento è contrassegnata come 700ml ed è la massima quantità di latte da utilizzare se lo volete solo riscaldare.

 Una volta che la tazza è stata riempita è possibile posizionare il coperchio in dotazione sopra le righe e iniziare a preparare la schiuma e / o riscaldare la bevanda premendo il pulsante di accensione. L'unità emette due segnali acustici e iniziare a mescolare / schiumare e riscaldare il latte. Una volta che la temperatura desiderata è stata raggiunta o il ciclo di formazione di schiuma è completo il dispositivo si ferma e un segnale acustico viene emesso più volte, oltre che la spia comincia a lampeggiare la spia per farvi sapere che il latte è pronto. Poi tutto quello che dovete fare è rimuovere il contenitore del latte e gustare un caffè!

Per riscaldare il latte SM 9684 utilizza un sistema ad induzione che significa che non si dovrebbe mai bruciare il latte perché il calore non viene mai applicato direttamente ad esso. Tuttavia, se si vuole fermare il riscaldamento e/o ciclo di schiumatura per qualsiasi motivo è possibile farlo premendo una volta il pulsante di accensione. Questo è particolarmente utile quando si usa la macchina, per la prima volta, perché non si conosce l’equivalenza della temperatura e quindi si vuole provare

Altri usi
Proprio come ogni buon ugello cappuccinatore, è possibile utilizzare la SM 9684 per preparare schiuma di latte freddo, latte caldo schiumato e latte caldo. Ciò lo rende ideale per preparare qualsiasi cosa, da cioccolata calda alla schiuma per dessert. Si può anche preparare una schiuma molto più densa formando la schiuma di latte su un ciclo a freddo e quindi facendo un nuovo ciclo a caldo. Piuttosto sorprendentemente Severin consiglia di utilizzare il latte UHT magro a causa del suo alto contenuto proteico che può produrre una schiuma molto più ricca.

Cosa penso del Montalatte Severin  SM 9684
Sono stata seriamente colpita dalla SM 9684. Racchiude tutte le grandi caratteristiche di un buon montalatte in una sola unità: è facile da usare (impossibile bruciare il latte!), può essere personalizzato in base alle proprie preferenze, è facile da pulire ed è anche molto elegante. Viene fornito con un prezzo leggermente più alto rispetto a molti altri cappuccinatori automatici, ma dati i vantaggi aggiuntivi che porta penso che l’importo sia ben giustificato e credo vi sarà difficile trovare un cappuccinatore migliore di questo!

Caponatina piccante con riso nero alla maggiorana

Cucinato da Barbara
Per chiudere in bellezza questa splendida estate, niente di meglio che questo riso con verdure di stagione!


Per realizzare la caponatina piccante con riso nero alla maggiorana vi occorreranno:
150g di riso nerone
1 peperone
1 melanzana
2 zucchine medie
1 pomodoro
1 cipolla ramata
qb di peperoncino in polvere secco
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di maggiorana
1 cucchiaino di capperi sotto sale
aceto di vino bianco
sale

Cominciate con il cuocere il riso in acqua bollente salata per 40 minuti, dopo averlo lasciato a bagno per una mezz'ora in acqua fredda. Scolatelo e conditelo subito con olio extravergine e maggiorana, lasciandolo quindi raffreddare.
Preparate la caponatina tagliando tutte le verdure a pezzetti.
In una larga padella mettete a scaldare l'olio, unite il peperoncino, i capperi risciacquati e, in ordine, le cipolle, le melenzane e via via tutte le altre verdure. Salare e dopo dieci minuti aggiungere un paio di cucchiai di aceto. Portare a cottura a fiamma bassa.
Servire quindi il riso nero profumato alla maggiorana con la caponatina di verdure.

Here is the English blog-style translation for your spicy caponata and marjoram black rice recipe:

Spicy caponata with Mmarjoram-infused black rice
Here’s what you’ll need to make this colorful, flavorful dish:
150g (¾ cup) Nerone black rice (or black forbidden rice)
1 bell pepper
1 eggplant
2 medium zucchini
1 tomato
1 copper onion (or yellow onion)
Dry chili powder, to taste
4 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp dried marjoram
1 tsp salt-cured capers
White wine vinegar (a couple of tablespoons)
Salt, to taste

Start by soaking the black rice in cold water for 30 minutes. Drain, then cook it in a pot of boiling salted water for about 40 minutes until tender. Drain well and immediately toss with a drizzle of extra virgin olive oil and the marjoram, then set aside to cool.

Prepare the caponata by chopping all the vegetables into uniform, bite-sized pieces. Rinse the capers to remove the excess salt.

Heat the olive oil in a large skillet. Add the chili powder and rinsed capers, then add the vegetables in stages: start with the onions, followed by the eggplant, and then the rest of the veggies.

Season with salt and let cook for 10 minutes, then splash in a couple of tablespoons of white wine vinegar. Simmer over low heat until the vegetables are tender and well combined.

Serve the fragrant marjoram-infused black rice paired with the warm, spicy vegetable caponata.

And that’s it — time to dig in!


Branzino in crosta di sale con citronette di pomodorini or Salt-crusted sea bass with cherry tomato citronette

Cucinato da Barbara
Una ricetta pubblicata dal mensile La cucina italiana che non manco di ripetere ogni estate, sempre con compiacimento dei commensali!


Per realizzare questo gustoso branzino in crosta di sale vi occorreranno:
2 kg di sale marino grosso
1 branzino da 1kg eviscerato ma non squamato
200g di pomodorini
30 g di uvetta
il succo di un limone
aglio, peperoncino fresco, salvia, rosmarino, timo, basilico
olio extravergine d'oliva e sale fino

Cominciate con il mescolare il sale grosso con un trito salvia, rosmarino e timo e poi versatene una parte su una pirofila o sulla teglia del forno.

Appoggiatevi il branzino e ricopritelo con il resto del sale e delle erbe poi infornatelo a 200°C per 40 minuti.

Mentre il branzino cuoce preparate il condimento.

Sciacquate l'uvetta in acqua tiepida poi mettetela in ammollo nel succo di limone.

Tagliate in piccola dadolata i pomodorini, poi unite il peperoncino fresco, un trito di aglio e basilico, 4 cucchiai d'olio e l'uvetta ammollata con il limone. Condite con poco sale ponete in frigo fino al momento di servite il condimento accanto al branzino, liberato del sale e privato delle lische.