Polenta concia con salumi

Cucinato da Barbara

Le basse temperature di questi giorni mi permettono di provare questa ricetta di Marco Valletta utilizzando la polenta taragna precotta che ho acquistato in Trentino questa estate. Il risultato? Da leccarsi i baffi!!


Sapore: gustosa e saporitissima
Complessità: nessuna difficoltà
Dove l’ho trovato? Nuova Casa Alice, canale Alma TV 

Per realizzare questa squisita polenta concia con salumi vi occorreranno:

1/2 litro di latte intero
150 gr polenta gialla precotta (io polenta taragna precotta)
40 gr burro (non l'ho utilizzato)
80 gr pancetta
80 gr prosciutto cotto 
80 gr salame stagionato
200 gr gorgonzola
20 gr prezzemolo trito
100 gr panna
brodo vegetale
sale e pepe

Cominciate con controllare sulla confezione della polenta il liquido necessario per cuocerla e riscaldate insieme il latte con la quantità di brodo necessaria; se avete preparato un brodo vegetale senza sale aggiungetene un poco, ma senza eccedere, visto il gusto saporito degli altri ingredienti.

Quando il liquido giunge ad ebollizione, utilizzando una frusta aggiungere a poco a poco la polenta e portare a cottura tenendo il fuoco al minimo.

Tagliate a piccoli cubetti la pancetta, il salame ed il prosciutto cotto ed aggiungeteli alla polenta già cotta e mescolate. Aggiungete anche il gorgonzola a piccoli pezzi e fatelo sciogliere lentamente unendo anche la panna fresca e, se lo desiderate, il burro indicato.

Spegnete il fuoco, aggiungete il prezzemolo trito, il pepe, mescolate accuratamente e impiattate.

Pronti in tavola! 

** Novità del blog: le informazioni nutrizionali **



Torta salata

Cucinato da Barbara
Il nome della ricetta di Fabio Campoli non era propriamente torta salata, quanto piuttosto lasagne di pane o zuppa svelta. Ma da quando l'ho vista realizzata, io la preparo per la mia schiscetta in ufficio, perché si può mangiare tiepida o a temperatura ambiente, è leggera eppure saporita, il giusto mix per continuare a lavorare senza essere troppo appensantiti, ma piacevolmente sazi.


Sapore: delicata, ma anche molto saporita
Complessità: nessuna difficoltà
Dove l’ho trovato? Il Circolo dei buongustai, canale Alma TV 


Per realizzare questa preparazione vi occorreranno:
300 gr di pane carasau
400 g di spinaci
1 spicchio di aglio
4 cucchiai di olio extravergine
1 peperoncino
1 litro di brodo vegetale con le sue verdure lesse (zucchine, carote, sedano, cipolla)
200 gr di formaggio pecorino grattugiato

In un largo tegame fate imbiondire l'aglio in 2 cucchiai di olio extravergine ed il peperoncino e cuocete gli spinaci. Salate, portate a cottura coperto e poi lasciate raffreddare.

Preparate il brodo vegetale facendo cuocere le verdure in acqua bollente salata, togliendole a mano a mano che saranno cotte e prima che si disfino completamente. Trasferite il brodo in una larga pirofila e tagliate a cubetti le verdure, lasciate poi intiepidire.

Mettete due cucchiai d'olio in una larga pirofila da forno, spennellando anche i bordi. Bagnate per alcuni secondi i pezzi di pane carasau nel brodo vegetale tiepido e fate un primo strato nella pirofila. Aggiungete quindi le verdure lesse cubettate e spolverate con due cucchiai di pecorino grattugiato.

Secondo strato di pane carasau bagnato nel brodo, questa volta inserite gli spinaci cotti e raffreddati, spolverate nuovamente di pecorino.

Continuate gli strati con questa alternanza di verdure cotte nel brodo e spinaci, completando con il pane carasau bagnato nel brodo, cuocete poi in forno a 160°C per una mezz'ora.

Lasciate raffreddare completamente e capovolgete la torta salata (non fate come la sottoscritta che aveva fretta) e portate in tavola.

Fabio Fongoli nella sua ricetta anziché gli spinaci ha utilizzato i broccoletti e in questo caso li ha precedentemente lessati e poi ripassati in padella con aglio olio e peperoncino, sfumando anche con qualche cucchiaio di vino bianco.

Crema di pecorino di Enzo Raspolli

Cucinato da Barbara

Sono passati tanti anni da quel lontano 2004 eppure il forum della Cucina Italiana continua ad essere presente sulla mia tavola con la crema di pecorino di Enzo Raspolli che non manca mai nei miei buffet o tra i miei antipasti: scegliete voi se preparare una ciotola da cui ogni commensale si servirà (con abbondanza!!) oppure se preparare già dei crostini. Sappiate che in ogni caso finirà in un baleno, per quanto è buona!

Sapore: gusto deciso e molto gustoso, una vera bontà.
Complessità: nessuna difficoltà.
Dove l’ho trovato? Forum Cucina Italiana anno 2004.

E’ un copia ed incolla di quanto aveva scritto Enzo, quindi… riporto anche i suoi commenti!

Siccome l'ho pubblicata due o tre volte e vado sempre ad occhio non vorrei che qualcuno confrontasse le varie versioni della crema di pecorino e mi sbugiardasse di fronte all'orbe telematico. Comunque è una vera ricetta senese del 400 anche se allora veniva fatta, ovviamente, nel mortaio e non con il frullatore come si fa oggi.

Ingredienti
circa 200 gr di pecorino semistagionato
un uovo sodo
un mazzetto di prezzemolo
10 foglie di basilico
olio extravergine d’oliva
sale e pepe

Preparazione
Si usi il pecorino abbastanza fresco e per 2-3 etti di questo di faccia rassodare un uovo.

Poi si metta nel frullatore del prezzemolo fresco, del basilico se c’è, una puntina di peperoncino e si frulli insieme al formaggio. Quando le verdure saranno ben amalgamate si aggiunga il torlo dell’uovo sodo e, continuando a frullare, 4-6 cucchiai di buon olio extravergine di oliva.

Se tutto va bene il composto impazzisce e si vedranno dei grumi di formaggio separati dall’olio. Benissimo.

Aggiungete anche il chiaro dell’uovo sodo e continuate a frullare e poi aggiungete dell’acqua fredda a cucchiai  e vedrete il miracolo.

Quando ormai siete per buttare via tutto il composto si rassoda improvvisamente ed anzi tende a diventare fin troppo duro tant’è che dovrete aggiungere acqua fino a portarlo alla consistenza della Nutella.

Se invece il composto non impazzisce peggio per voi e vi verrà una crema di pecorino “normale”. In ultimo aggiungete un poco di sale, se manca.

Sempre dal Forum della Cucina Italiana di quell'anno, Enzo ci ha regalato il paté di fegatini, che faccio con la sua ricetta da tantissimi anni e, come questa crema di pecorino, trovo sia semplicemente fantastico! Presto sulla tavola di Ricette Barbare!

Pasta melanzane e pesce spada

Cucinato da Barbara
Inizialmente ho considerato questa gustosa calamarata di melanzane e pesce spada un ricco primo piatto, ma dopo averlo fatto varie volte ho visto che è praticamente un perfetto piatto unico, accompagnatelo da una fresca insalata e da un bel frutto e non avrete bisogno d'altro!


Sapore: gusto deciso e molto gustoso, una vera bontà.
Complessità: nessuna difficoltà.
Dove l’ho trovato? Trasmissione televisiva Giovani nonne con Vittoria de Nitis.


Per realizzare questa pasta con melanzane e pesce spada avrete bisogno di:
320 g di pasta formato calamarata o altra pasta corta a vostro gusto
300 g di pesce spada in fette spesse
200 g di pomodorini datterini gialli
50 ml di vino bianco secco
300 g di melanzane
1 spicchio di aglio
10 g pinoli
Sale e pepe
Basilico
Olio per friggere (io mi trovo bene con olio di arachidi)
Olio extravergine d’oliva

Tagliate il trancio di pesce spada in dadini e rosolatelo in olio e aglio. Aggiungete delle foglie di basilico, poi sfumate con ½ bicchiere di vino bianco. Unire i pomodorini datterini tagliati in 4 (ho dimenticato nel fare la spesa che Vittoria indicava di utilizzare i datterini gialli, quindi...), aggiungete altro basilico, salate e portate a cottura, aggiungendo se dovesse servire qualche cucchiaio d’acqua calda. Completate con una macinata di pepe.


Tagliate a cubetti le melanzane e friggetele, scolatele su carta assorbente e salatele.

Cuocete la pasta secondo i tempi indicati nella confezione, scolatela nella padella con il pesce spada e mantecate. Spegnete il fuoco, unite quindi le melanzane, i pinoli debitamente tostati in padella e altro basilico fresco.

Pronti in tavola!

Tegamata di cavoli

Cucinato da Barbara

Ho sempre amato tutti i cavoli, nel mio blog le ricette per prepararli spaziano dalla classica insalata di rinforzo al cavolo rosso brasato, dalla padellata di salsiccia con cavolo cappuccio alla pasta con il cavolfiore, dalle tradizionali frittelle con i broccoli, ai burger con cimette di cavolfiore, dallo sformato con cavolfiori alla pasta con broccolo romanesco, solo per citarne alcune e se avete pazienza ne trovate davvero per tutti i gusti. Avevo però un problema: come cuocio il cavolo senza che la cucina abbia quell'odore caratteristico nonostante una cappa aspirante di notevole dimensione? E' venuto in mio soccorso Dario Bressanini ed il suo ultimo libro La scienza delle verdure.


Sapore: buonissimi sia caldi, che tiepidi o a temperatura ambiente
Complessità: se avete un microonde niente di più facile
Dove l’ho trovato? Idea tratta dal libro La scienza delle verdure di Dario Bressanini

Dunque dicevamo... come risolvere il problema dell'odore di cavolo che invade la cucina ogni volta che lo preparate? Con il forno a microonde! Basta mettere l'ortaggio, tagliato in pezzi grandi qualche centimetro, in una ciotola di plastica adatta al microonde, aggiungere un cucchiaio d'acqua, coprire con pellicola per alimenti specifica per questo uso oppure usate l'apposito coperchio e accendete il vostro apparecchio alla massima potenza. Il tempo dipende dal vostro microonde, dal peso dell'ortaggio e dal grado di cottura desiderata, non vi resta che sperimentare, partendo da pochi minuti e poi replicando fino a portare a completa cottura.

Il vantaggio non è solo quello di avere una verdura cotta senza alcun odore e senza sporcare tante stoviglie, ma anche quello di non inzuppare l'ortaggio di acqua, così che mantenga una consistenza più croccante: le sostante aromatiche e quelle nutrienti non si disperdono nell'acqua di cottura, come avviene nella bollitura tradizionale!


Gli ingredienti per realizzare questa tegamata sceglieteli in una o tante varietà: io ho cotto separatamente al microonde cavolfiore bianco, cavolfiore viola, cavoletti di Bruxelles, cime di broccolo e kale o cavolo riccio, poi li ho riuniti in un tegame aggiungendo olio, aglio rosolato, peperoncino e alici sott'olio, ne è uscito un piatto saporito, gustoso e davvero profumato, che aspettate a provarlo?



Lasagne napoletane di carnevale

Cucinato da Barbara
Pur avendo una suocera avellinese ed un suocero napoletano, la prima volta che ho assaggiato questo piatto è stato a Trieste, a casa di Annibale un caro amico di mio marito e poi anche mio, napoletano DOC. Ero alle prime armi in cucina, a malapena sapevo preparare una pasta al pomodoro, ma Annibale fu molto paziente e chiaro nello spiegarmi questo piatto e da più di trent'anni lo preparo con la sua ricetta, che conservo gelosamente ed ogni volta il pensiero vola lontano, ad un caro amico che non c'è più.


Sapore: buonissime sia calde, che tiepide o a temperatura ambiente
Complessità: tanti passaggi, sono piuttosto lunghe da preparare, ma meritano!
Dove l’ho trovato? Ricetta di famiglia

Per preparare le lasagne di carnevale alla napoletana vi occorreranno:
300 g di lasagne ricce (è un formato particolare di pasta secca)
200 g di ricotta
200 g di pecorino semistagionato grattugiato
300 g mozzarella vaccina di qualche giorno, ben scolata
Per le polpettine: 400 g di carne di vitello e/o di maiale macinata, 1 uovo, pane raffermo, pecorino grattugiato, sale e pepe, olio di arachide per friggere.

Potete preparare la lasagna in varie tappe, io ad esempio il giorno prima preparo il ragù e le polpettine ed il giorno prescelto per gustare la lasagna non faccio altro che assemblarla.

Per preparare il ragù alla napoletana vi rimando al post già scritto in precedenza.

Per le polpettine, vi consiglio invece di raddoppiare la dose, se anche voi avete in famiglia "ladri di polpette" che si aggirano in cucina spiluccando queste caramelle di una bontà senza eguali.

Sono molto semplici da realizzare, basta mescolare in una ciotola la carne macinata con pane raffermo ammollato in latte e ben strizzato, pecorino grattugiato, poco sale ed un'abbondante macinata di pepe. Fare delle piccole polpettine del diametro di meno di due centimetri e friggerle in abbondante olio di semi di arachide. Scolarle dorate e far perdere l'olio in eccesso su carta casa o carta paglia.


Quando siamo pronti per assemblare la lasagna la prima cosa da fare è cuocere la pasta al dente, scolarla e disporla su canevacci a perdere l'acqua, non sovrapponendola ad evitare che si possa attaccare.

Poi procediamo mettendo un mestolo di ragù sul fondo della pirofila e alterniamo le lasagne di pasta con ricotta, ragù, il formaggio grattugiato, mozzarella e polpettine.

Completiamo con abbondante ragù e passiamo in forno a 180°C per una mezz'ora.

Pronti in tavola!

Torta salata vegetariana con funghi e castagne

Cucinato da Barbara

Sono sempre stata affascinata da quelle splendide torte salate inglesi, le cosiddette pies: pork pie, Sheperd’s pie, pot pie, fish pie… ma a fermarmi dal provare a realizzarle erano le modalità di misurazione degli ingredienti, con le unità di misura del sistema britannico non mi trovo affatto a mio agio. Capirete quindi la mia gioia quando nel gruppo Re-Cake è stata introdotta la preparazione di gennaio, una pie vegetariana con ripieno di funghi e castagne. 😍


Sapore: buonissima sia tiepida che a temperatura ambiente
Complessità: tanti passaggi, niente di complicato, ma piuttosto lunga
Dove l’ho trovato? Il gruppo di Re-Cake l’ha scovata, tradotta e adattata da Hairy Bikers, sito della BBC

Il risultato ottenuto è a dir poco entusiasmante, la farò più volte tale e quale e poi cercherò di introdurre altre varianti, sempre utilizzando la ricetta per questa splendido impasto.

Passiamo ai molteplici ingredienti necessari per realizzare questa torta salata vegetariana.

Per il “guscio” che la conterrà vi occorreranno:

350 g di farina 0
200 g di burro freddo
Un pizzico di sale
2 tuorli
Acqua fredda

 
Per il ripieno invece vi occorreranno:
50 g di burro
2 porri
350 g di funghi
2 spicchi di aglio tritato
Timo fresco
15 g di funghi secchi  ammollati
50 g di farina 00
1 cucchiaino di senape di Digione
100 ml di marsala 
200-di brodo vegetale 
200 g di castagne cotte

Cominciamo con il preparare la sfoglia: mettete farina, il burro a pezzi ed un bel pizzico di sale nel robot da cucina e azionatelo alla massima potenza ed intermittente, fino ad ottenere una fine sbriciolata. Aggiungete un turlo ed all’incirca 100 ml di acqua fredda o quella che sarà necessaria per compattare l’impasto. Toglietelo dal robot, lavoratelo brevemente su un piano e formate una palla che andrà in frigo a riposare una mezz’ora avvolta in pellicola per alimenti.

Si passa quindi a preparate il ripieno.

In un largo tegame mettete il burro, unite i porri affettati e fate cuocere a fuoco basso per circa 5 minuti. Aggiungete i funghi  freschi a pezzi  e fate cuocere ancora 4–5 minuti, poi unite l'aglio passato allo schiaccia aglio oppure tritato finemente, le foglie di timo ed i funghi reidratati tagliati a pezzi..

Quando il composto riprende calore, aggiungete la farina, mescolando velocemente e accuratamente, perché possa ricoprire tutte le verdure. 

Aggiungete quindi il cucchiaino di senape, sfumate con il marsala e fate evaporare, poi unite il brodo caldo, riportate il tutto a ebollizione, poi abbassate la fiamma e continuate a mescolare finché non si sarà addensato, il composto a fine cottura non deve risultare liquido, ma piuttosto denso. Completate aggiungendo le castagne cotte, salate a gusto, coprite con il coperchio e lasciate raffreddare completamente.

Al momento della cottura riscaldate il forno a 190°C se statico, 170°C se ventilato.

Riprendete quindi dal frigo la sfoglia e dividetela a metà, una leggermente più grande dell'altra. Tirate il pezzo più grande fino a ottenere una sfoglia spessa un paio di millimetri e rivestite un piatto da pie da 24 cm. Aggiungete il ripieno freddo e completate con la seconda sfoglia, sempre dello spessore di circa un millimetro, inumidendo i bordi per sigillarla. Praticate un foro o dei tagli al centro della pie per lasciare che il vapore fuoriesca, spennellate con il secondo tuorlo e cuocete in forno per 40–45 minuti, o finché la sfoglia non sarà dorata.

Pronti in tavola!

Se volete saperne di più del gruppo Re-Cake fate un salto a trovarle!



Polpette di carne cotta

Cucinato da Barbara

Cominciamo l'anno con una ricetta cosiddetta di riciclo, nel mio caso avevo carne usata per fare il brodo e ho cercato in internet un modo per riutilizzarla. Sul sito del Cucchiaio d'Argento ho trovato la ricetta dei Mondeghili, sapete cosa sono? Io ho imparato che il termine maschile non significa niente altro che polpette e deriva dallo spagnolo albondigas trasformato negli anni in mondeghilo, nato proprio per riutilizzare il manzo avanzato.


Sapore: adoro le polpette, ma queste sono decisamente superlative!

Complessità: nessuna difficoltà

Dove l’ho trovato? Sito de Il Cucchiaio d'Argento

I miei non si possono propriamente definire mondeghili, perché la ricetta è realizzata con ingredienti un po' differenti da quelli che prevede la tradizione, ma partendo dalla ricetta del Cucchiaio d'Argento ho utilizzato... quello che avevo in casa e cioè:

500 g di cappello del prete di manzo e di gallina lessi
200 g di mollica di pane raffermo
50 g di parmigiano grattugiato
100 di salame golfetta (la ricetta prevedeva la mortadella)
prezzemolo
2 uova (da ricetta 1 uovo per 400 g di carne)
latte intero
sale e pepe
noce moscata
pangrattato
burro e olio extravergine d'oliva

Ho cominciato con mettere a bagno nel latte tiepido la mollica di pane raffermo. Mentre questa si ammorbidiva ho tritato nel robot da cucina la carne, dopo aver privato la gallina di pelle e ossa, insieme al salame golfetta.

Ho quindi trasferito in una ciotola il trito ed ho aggiunto dapprima la mollica di pane ben strizzata dal latte e sminuzzata, poi il parmigiano, le uova leggermente battute, il prezzemolo tritato, sale e pepe ed un pizzico di noce moscata.

Ho mescolato con cura, formando quindi delle grosse polpette leggermente schiacciate.

Ho passato le polpette direttamente nel pane grattugiato e le ho fritte in padella con olio e burro per pochi minuti, poi passate su un foglio di carta assorbente ed infine servite ben calde!

Pronti in tavola!


Struffoli

Cucinato da Barbara

Non so se questa sia la ricetta originale degli struffoli, ma è la ricetta di famiglia, la prima volta che li ho assaggiati è stata in casa dei miei suoceri e da subito è stato eletto come mio dolce preferito, pur non amando il miele niente riesce a farmi interrompere dal prendere un altro struffolo, poi un altro e un altro ancora! E siccome per chiudere quest'anno avevo decisamente bisogno di qualcosa di dolce, eccomi qui a festeggiare con voi e con gli struffoli la fine di questo 2020!


Sapore: semplicemente paradisiaci, anche per chi, come me, non ama il miele
Complessità: nessuna difficoltà
Dove l’ho trovato? Ricetta di famiglia

Le indicazioni, come vi dicevo, sono della mamma di mio marito, quindi non me ne vogliate se la ricetta originale prevede ingredienti differenti, io non la cambierei con nulla al mondo!

Per realizzare gli struffoli vi occorreranno:

4 uova

50 g di burro

50 g di liquore strega o vino bianco

50 g di zucchero

un pizzico di sale

500 g di farina 00

buccia di arancia e limone grattugiate

500 g di miele di fiori d’arancio o millefiori

Olio di arachidi per friggere

Mia suocera faceva la fontana, io preferisco usare la planetaria con la foglia e lavoro il burro con lo zucchero ed il pizzico di sale. Unisco quindi le uova sgusciate, il liquore e la buccia grattugiata di un arancia (mia aggiunta) e di un limone.

Unisco quindi la farina setacciata in 2-3 volte.

Appena l’impasto è diventato ben liscio lo avvolgo in pellicola trasparente e lascio riposare in frigo per una mezz’ora.

Riprendo quindi l’impasto e formo dei piccoli filoncini, come quando preparo gli gnocchi, ma molto più piccoli e con un coltello a lama liscia taglio gli struffoli.

Li friggo quindi in olio profondo, un poco alla volta, finché non diventano dorati.

Li scolo poi con un mestolo forato, facendoli raffreddare su carta assorbente.

Riscaldo il miele in una padella, poi spengo il fuoco e aggiungo gli struffoli ed i cubetti di canditi.

Mescolo per bene poi trasferisco gli struffoli in un piatto da portata o in tanti stampini monoporzione e poi decoro con i diavolini dolci. 

E se vi state chiedendo perché gli struffoli sono "inscatolati" è perché inscatolare biscotti o altre dolcezze era la condizione richiesta per partecipare al #ReCakeChristmasCookieBox di Re-Cake 2.0, venite nel gruppo per scoprire tante meravigliose Christmas Cookie Box!




Salsicce e friarielli

Cucinato da Barbara

Essendo nata e cresciuta a Roma, conoscevo i broccoletti. Arrivata a Trieste, grazie ad un collega di Bari, ho conosciuto le cime di rapa (che appartengono alle crucifere). Poi è arrivato l'amore ed essendo campano ho imparato come cucinare i friarielli (stessa famiglia, ma una sottovarietà più tenera, con steli esili e sottili) per un'apoteosi di  bontà, salsicce e friarielli, soprattutto se prediligete i sapori decisi! 



Sapore: ero abituata a lessare i broccoletti e condirli con olio e limone, ma in padella con le salsicce i friarielli sono paradisiaci!
Complessità: nessuna difficoltà
Dove l’ho trovato? Ricetta di famiglia

Gli ingredienti necessari per godersi salsicce e friarielli sono:

1 kg di friarielli puliti
5-6 salsicce (se le trovate, prediligete le salsicce "a metro")
2 spicchi di aglio
1 peperoncino
sale
olio extravergine d'oliva

Pulite i friarielli, eliminando la base del gambo, le eventuali foglie ingiallite, lavateli e grondateli della loro acqua.

Mettete le salsicce in una pentola con acqua bollente (se volte che parte del grasso fuoriesca bucherellatele) e cuocetele per cinque minuti.

In un largo tegame dai bordi alti, mettete a rosolare in abbondante olio, gli spicchi di aglio ed il peperoncino, eliminando i semi interni se non gradite la sua piccantezza.

Quando l'aglio è ben dorato, aggiungete le salsicce e subito dopo i friarielli, salate e coprite, lasciando cuocere per circa 20', mescolando di tanto in tanto. Scoperchiate e controllate il grado di cottura, facendo evaporare l'eventuale acqua che si fosse formata e.... pronti in tavola!


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