Vortici yogurt e banana or Banana yogurt popsicle

Cucinato da Barbara
Fare dei simil gelati è davvero facilissimo con l'ausilio dei nuovi stampi Pavogel Pavonidea e oltretutto sono davvero salutari e gustosi!


Per preparare 6 vortici di yogurt e banana vi occorreranno:
350g di polpa di banane ben mature
un cucchiaio di miele
un cucchiaino raso di estratto di vaniglia
120ml di latte intero
200g di yogur greco

Realizzarli è davvero questione di un'attimo: basta mettere tutti gli ingredienti nel frullatore ad immersione e mixare. Mettete poi il contenuto negli stampi in silicone, inserire lo stecco e chiudere. Tutto in congelatore per almeno quattro ore e poi saranno pronti da gustare!



Menù di carne a Roma

Cucinato da Barbara
Altro azzeccatissimo deal quello di Groupon al Ristorante Pizzeria PeP, acquistato e immediatamente prenotato con My table. Abbiamo scelto l'opzione menu deluxe a 34,90 € invece di 87, che ci ha consentito una vasta scelta tra antipasto, primo e secondo piatto. Il ristorante si trova in zona Pietralata a Roma e dopo aver trovato posto con facilità nelle vicinanze (era un giorno feriale) siamo subito entrati.

Arrivati al tavolo già apparecchiato e prenotato per noi, ci siamo accomodati ed una gentile cameriera ci ha subito portato l'acqua ed il vino.



A seguire sono giunti gli antipasti, che prevedevano zuppetta di fagioli e crostini dorati, tortino di melanzane ed un carpaccio di zucchine, il tutto accompagnato da una gustosissima focaccia calda olio e rosmarino a coppia



Tra i tanti primi piatti offerti dal ristorante, abbiamo fatto l'ottima scelta di piatti tipici della cucina romana: una amatriciana ed una carbonara perfettamente al dente e ben condite ci hanno consentito di saziare l'appetito e la vista! Gli altri primi piatti che avremmo potuto scegliere in base all'offerta del deal riservato da Groupon erano funghi e tartufo; zucchine, pancetta e pomodorini; speck e radicchio; 4 formaggi al gorgonzola; cacio e pepe oppure ortolana.




Per i secondi invece la scelta era più limitata e abbiamo optato per una tagliata rucola e pachino e delle simpatiche coscettine di pollo avvolte nella pancetta, il tutto accompagnato da patate lesse al prezzemolo, lasciando invece gli spiedini di polpettine per la prossima cena da PeP.





Arrivederci alla prossima PeP, ma solo con un deal di Groupon, altrimenti il prezzo per una cena come quella che abbiamo potuto gustare sarebbe davvero troppo elevato!

Polpettone di pollo ed asparagi or Chicken meatloaf with asparagus

Cucinato da Barbara
Un delizioso secondo piatto freddo, il polpettone di pollo e asparagi è perfetto per una cena estiva o per un pranzo da portare in spiaggia ed è una ricetta trovata sul mensile Alice.
A cold delicious main dish. meatloaf,  chicken meatloaf with asparagus, ideal for a summer dinner or or a lunch on the beach, I found the recipe in the magazine Alice.

Per realizzarlo vi occorreranno:
700g di pollo macinato
1 uovo
10 fettine di speck
5 asparagi
50g di parmigiano grattugiato
la scorza di mezzo limone
2 fette di pane ben asciutte
1 bicchiere di latte
1 rametto di timo
erba cipollina
sale e pepe

Cominciate con il pulire gli asparagi, eliminando la parte finale legnosa e provvedete a cuocerli a vapore o lessati in acqua salata, facendo attenzione a tenerli piuttosto al dente. Intanto mettete in ammollo il pane nel latte freddo, strizzatelo dopo alcuni minuti e unitelo alla carne di pollo macinata, aggiungendo anche il parmigiano, un pizzico di sale e pepe, l'uovo e le erbe aromatiche tritate insieme alla scorza di limone grattugiata, ottenendo un composto omogeneo.
Stendete il composto su un foglio di carta da forno, appiattendolo leggermente, poi disponete nel senso della lunghezza del rettangolo che si sarà realizzato gli asparagi, interi.
Arrotolate il composto aiutandovi con la carta forno, poi disponete su un tagliere le fette di speck e, dopo aver tolto la carta forno dal rotolo, poggiatevelo sopra, arrotolando lo speck intorno al composto. Ricomporre il rotolo nella carta forno, chiudendo a caramella alle estremità e metterlo all'interno di uno stampo da plum cake (io ho usato stampo per plumcake in silicone) e cuocerlo a 170°C per circa 40'.
Dopo i primi venti minuti di cottura eliminare la carta forno.
Tagliate il rotolo solo da freddo, accompagnandolo, se lo gradite, con una fresca insalata.

Insalata con fragole or Greens with strawberries and strawberry dressing

Cucinato da Barbara
L'insalata con la valeriana e le fragole crea un accostamento davvero favoloso, specialmente se aggiungerete qualche goccia di aceto balsamico!


Per realizzare questa gustosa insalata ho utilizzato:
150g di valeriana o soncino
30g di mandorle a filetti
100g di fragole, tagliate a fettine
100g di formaggio feta sbriciolato

Per il condimento
100g di fragole fresche
1 cucchiaino di aceto balsamico
pepe macinato al momento, sale
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Cominciate con il preparare il condimento: mettere le fragole in un robot da cucina o frullatore (io ho utilizzato il frullatore ad immersione frullatore 3 in 1 Desire della Russell Hobbs) e mixate; unite l'aceto balsamico, pepe e sale ed olio extravergine e mescolate bene.
Unire quindi in una insalatiera tutti gli ingredienti dell'insalata e conditeli con la vinagrette alle fragole, appena prima di servire.


Insalata primaverile or Spring salad

Cucinato da Barbara
Come vi ho anticipato nel post precedente, ho avuto l'occasione di scrivere questo post grazie alla collaborazione con ISIT, Istituto Salumi Italiani Tutelati con l'iniziativa denominata  “Food blogger: la miglior ricetta a base di salumi DOP/IGP”: tanti blog, oltre al mio, hanno avuto modo di conoscere l'eccellenza italiana nel mondo dei salumi e di poterli apprezzare in ricette stuzzicanti e salutari per esaltare al meglio il loro gusto!


Per realizzare questa insalata primaverile per quattro persone vi occorreranno:

insalatina mista e spinaci novelli g 150
salame di Varzi DOP 140g
fave pelate g 150
8 asparagi
2 carote novelle
limone, olio extravergine d'oliva


Mondate l'insalata, distribuitevi le carote tagliate a nastro con il pelapatate, gli asparagi lessati e tagliati a metà per il lungo, le fave, il salame di Varzi DOP tagliato a dadolata e terminate condendo con una citronette, una emulsione di olio e limone. A mio gusto non occorre salare, vista la presenza del Salame di Varzi, che, pur essendo dolce, ha comunque una buona sapidità.

Salame di Varzi DOP

Cucinato da Barbara
Ho l'occasione di scrivere questo post grazie alla collaborazione con l'ISIT, Istituto Salumi Italiani Tutelati; il mio blog, insieme a quello di tanti altri, fa parte di una gustosa iniziativa, che ci ha permesso di assaggiare l'eccellenza italiana nel mondo dei salumi. L'ISIT nasce nel 1999 con lo scopo di tutelare, promuovere e valorizzare la salumeria italiana che tutto il modo ci invidia. Oggi l’Italia è il primo Paese europeo per numero di salumi DOP e IGP con ben 37 produzioni tutelate, che equivalgono a quasi il 30% di tutti i salumi tipici 
riconosciuti a livello europeo. ISIT associa attualmente 14 Consorzi che tutelano e promuovono 20 specialità della salumeria DOP e IGP, veri e propri fiori all'occhiello del Made in Italy e portavoce della qualità, tradizione e legame con il territorio.

Le origini del Salame di Varzi  risalgono a tempi antichissimi. Risulterebbe infatti che già i Longobardi utilizzassero il salame come alimento preferito durante le proprie trasmigrazioni sia per le caratteristiche di conservabilità sia per le indubbie proprietà nutritive. 
Successivamente il Salame di Varzi approdò nel XIII secolo alle tavole dei signori Malaspina che lo assunsero quale alimento nobile e prelibato, riservato agli ospiti più illustri della propria tavola.

E’ inoltre documentato e certo che, nei secoli successivi, il Salame di Varzi prese via via a diffondersi tra il popolo: con la diffusione dell’allevamento suino, anche i contadini e gli agricoltori presero a consumare salame disponibile in maggiori quantità e il Salame di Varzi entrò a pieno titolo nell'alimentazione indispensabile anche della popolazione meno ricca.


I
Il Salame di Varzi è realizzato con carne di suino macinata e sapientemente mescolata a
sale, pepe, spezie e infuso di aglio in vino. I tagli di carne da impiegare nella lavorazione del Salame di Varzi, anche le parti nobili come la coscia, sono attentamente ed accuratamente selezionati per conferire al prodotto stagionato le caratteristiche di morbidezza e profumo che lo contraddistinguono.

Al taglio si presenta di forma allungata (intendendo la forma della fetta del salame che deve essere tagliato a becco di clarinetto), consistenza tenera e colore rosso vivo.  Il sapore è tipicamente dolce e delicato e si combina ai profumi e agli aromi fragranti e caratteristici strettamente condizionati dai tempi di stagionatura.grani, spezie e infuso di aglio in vino.

Ricco di proteine nobili e sali minerali, il Salame di Varzi DOP ben si adatta ai moderni stili alimentari, arricchendoli di gusto e sapore.

La lavorazione del Salame di Varzi DOP comincia con la preparazione delle carni magre più adatte alla produzione di questo prelibato salame. A queste vengono aggiunte i migliori tagli grassi di suino al fine di preparare l’impasto da macinare.  Il trito si ottiene mediante l’uso di stampi con fori non inferiori a 10 mm per i salami di diametro fino a 50 mm e non inferiori a 12 mm per i salami di diametro oltre i 50 mm. All’impasto si aggiunge una miscela di salagione composta da sale, pepe in grani e infuso di aglio in vino, che conferiscono al salame il particolare aroma e profumo.  L’impasto così ottenuto viene insaccato in budello e lasciato asciugare e stagionare in appositi locali ben ventilati e areati per il tempo necessario a raggiungere la corretta maturazione: in base al peso, alla dimensione del salame e al budello utilizzato, il tempo di stagionatura può andare da un minimo di 45 giorni sino ad arrivare a 180 giorni e più. Solo una volta completate tutte queste fasi, il Salame di Varzi DOP può fregiarsi del sigillo che ne certifica le pregiate qualità e caratteristiche.

DOP E IGP: MARCHI DI RICONOSCIMENTO GARANTI DI QUALITÀ, GUSTO E SICUREZZA

Come detto all'incipit del post, i prodotti italiani di salumeria occupano circa un terzo del patrimonio di prodotti carnei europei, costituendo il gruppo più numeroso nell'ambito della salumeria. Il fiore all'occhiello del Made in Italy agroalimentare è stato premiato anche dall'Unione europea, con l’ottenimento di ben 37 riconoscimenti tra DOP (tra i quali figura appunto il Salame di Varzi DOP) e IGP. Tali contrassegni della qualità e della tradizione della salumeria italiana, sono sigle di valore per i produttori nonché sigilli di garanzia per il consumatore.
Le due categorie di denominazioni protette differiscono tra loro per il tipo e l’intensità del legame esistente tra il prodotto e l’area geografica di produzione. La sigla DOP è attribuita ai prodotti le cui fasi di produzione siano rigorosamente realizzate in un’area geografica delimitata, la quale, per le sue peculiari caratteristiche rappresenta il fattore discriminante per il conseguimento delle caratteristiche del prodotto stesso. La sigla IGP dà maggior rilievo alle tecniche produttive rispetto al vincolo dell’origine della materia prima. In entrambi i casi, il rispetto delle regole stabilite dai disciplinari di produzione è rigoroso e garantito da un organismo di controllo preposto, specificatamente autorizzato e abilitato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, che si aggiunge ai controlli standard previsti per l’intera filiera.
Grazie al continuo impegno di tutta la filiera che opera sia sulla qualità della materia prima sia sul controllo dei processi di produzione, i salumi italiani moderni presentano oggi un profilo nutrizionale ulteriormente migliorato rispetto al passato, in linea con le moderne esigenze alimentari.

Una recente indagine promossa da ISIT e IVSI (Istituto Valorizzazione Salumi Italiani), realizzata da INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti) e SSICA (Stazione Sperimentale per l'Industria delle Conserve Alimentari), ha rilevato un miglioramento nutrizionale dei salumi. Rispetto al passato, il contenuto lipidico totale si è ridotto, in alcuni casi anche del 50%. Oggi i grassi saturi e il sale si ritrovano in percentuali inferiori del 40%. Risulta aumentato, invece, l'apporto di proteine e grassi insaturi, che definiscono un profilo nutrizionale del prodotto più equilibrato. I salumi sono considerati un ottimo condimento per i primi piatti, ma anche una valida alternativa per un secondo sano e gustoso. Il miglioramento nutrizionale della materia prima, specialmente del contenuto lipidico, vitaminico e minerale è stato accompagnato ai continui progressi dell’industria alimentare di trasformazione. In particolare, l’evoluzione dei sistemi di produzione, il costante controllo dei periodi di asciugatura e stagionatura, la maggiore attenzione nella quantità e qualità delle spezie utilizzate, ha comportato una significativa riduzione dei sali, in primis del cloruro di sodio. In relazione a quest’ultimo, dato che la prima funzione del sale, in questi casi, è quella conservante, risulta evidente che esso non sia eliminabile a piacere. La ricerca sta proseguendo in questa direzione e sono in fase di studio sistemi per rimpiazzare, anche parzialmente, il cloruro di sodio con possibili sostituti, come il cloruro di potassio in miscela con altri sali, senza modificare il tradizionale equilibrio organolettico dei salumi.


Pane alle erbe mediterranee or Bread with mediterranean herbs

Cucinato da Barbara
Un pane realizzato con un trito di erbe fresche e deliziose, che renderà la vostra tavola davvero profumata!
A bread made ​​with chopped delicious fresh herbs: it will make your table truly fragrant!





La prima cosa che ho fatto è stato realizzare il preimpasto, partendo da 10g di li.co.li. rinfrescato per tre volte a distanza di 12 ore da ogni rinfresco:

Ingredienti preimpasto
                        Licoli g           Acqua g       Farina g          Totale g              % idratazione 
1° rinfresco        10                    10                    10                   30                            100
2° rinfresco        30                    30                    30                   90                            100
3° rinfresco        90                    90                    90                 270                            100

Una volta ottenuto il preimpasto, sono partita con gli ingredienti dell'ìmpasto vero e proprio, utilizzando 300g farina di grano duro, 180g di acqua (di cui 80 da utilizzare per sciogliere il Li.co.li.), 100g  del Li.co.li. rinfrescato come sopra, 8g sale, 1 cucchiaino di malto d'orzo, 1 cucchiaino di lecitina di soia, un cucchiaino di salvia tritata, un cucchiaino di rosmarino tritato, un cucchiaino di foglioline di timo.

Ho preso 100g del preimpasto, ormai si spera bello arzillo e l'ho sciolto nell'acqua appositamente riservata  (80g) insieme al malto ed alla lecitina; separatamente ho mescolato la farina di grano duro con il resto dell'acqua utilizzando la foglia dell'impastatrice. Dopo dieci minuti ho mescolato i due composti, aggiunto il sale e le erbe e lavorato ancora per alcuni minuti.


Ho poi cambiato la foglia dell'impastatrice, sostituendola con il gancio ed ho lavorato per qualche minuto. Ho lasciato riposare l'impasto nella ciotola per una decina di minuti e poi ho eseguito le pieghe, come insegnato da Adriano, avendo cura di infarinare abbondantemente la spianatoia, sulla quale l'ho poi lasciato riposare, coperto con una ciotola rovesciata per un'ora e, di nuovo, ho fatto un giro di pieghe.

Ho ripreso l'impasto e l'ho sistemato in un cestino per la lievitazione, coprendolo con pellicola, per far continuare la lievitazione, fino al raddoppio.

Nel frattempo ho acceso il forno, portandolo a 240° di temperatura ed ho capovolto il cestino per la lievitazione su una placca da forno coperta con carta forno, lasciandolo cuocere per 25'. Ho quindi abbassato la temperatura a 200°C per altri 20' ed ho quindi tolto la carta forno e fatto terminare di cuocere il pane sulla griglia per gli ultimi 10': in totale il pane ha cotto per 55 minuti.

Mi raccomando, fate raffreddare bene il pane prima di tagliarlo!!

Insalata di spinaci novelli e barbabietole or Baby spinach and beetroot salad

Cucinato da Barbara
Una freschissima insalata, a base di teneri spinaci novelli e barbabietole, condita con yogurt al coriandolo e menta, che aspettate a provarla?
A fresh salad, made with tender baby spinach and beets, topped with yoghurt and coriander and mint, what are you waiting for to try it?




Per realizzare questa deliziosa insalata di spinaci novelli e barbabietole, avrete bisogno di:
750g di barbabietola, già cotta
250g di foglie di spinaci, ben lavate
un mazzetto di menta fresca ed uno di coriandolo fresco
250ml di yogurt
2 cucchiai di semi di cumino
1 spicchio di aglio tritato
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Sbucciate e tagliate a spicchi la barbabietola. Separatamente tritate le erbe, unitele allo spicchio di aglio e mettetele nello yogurt, unendo anche i semi di cumino, sale e pepe.
Disponete nel piatto da portata gli spinaci, le barbabietole e condite con lo yogurt, completando con con filo d'olio extravergine d'oliva.
Pronti in tavola!

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